Icona S.Lorenzo - Diaconi della Diocesi di Caserta

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L' icona di san Lorenzo


San Lorenzo in trono indica che il Diacono è corresponsabile con il presbitero nella guida della comunità. La tonsura è segno di consacrazione a Dio e di appartenenza al cleroLa luminosità su volto, collo, mani e piedi indica lo sprigionarsi della luce interiore dello Spirito. La dalmatica bianca con greche blu che il Santo indossa è segno che è stato penetrato dalla luce divina e, per le funzioni diaconali che svolge, è chiamato a comunicara direttamente con Dio. La palma sul braccio destro così come il mantello romano di colore gialloblu e il colore porpora dello schienale, del cuscino e delle scritte, indicano il martirio. I piedi, in posizione stabile e solida, sono il segno della sua fede incrollabile testimoniata con la morte. La graticola e il fuoco indicano il suo martirio. La Croce gloriosa, che poggia sulla graticola e che Lorenzo tiene come scettro regale, rende inoffensivo il fuoco, mentre l'indice sollevato mostra “Chi” l'ha reso vittorioso. Graticola e Croce evidenziano la relazione tra martirio e gloria.
I
l libro la cui scritta “Vendette i beni e li distribuì ai poveri" sintetizza il motivo della condanna. Infatti durante l'impero di Valeriano, persecutore dei cristiani, il prefetto Cornelio Secolare intimò a Lorenzo, protodiacono della Chiesa di Roma, di consegnargli i tesori della comunità di cui il Papa Sisto II lo aveva reso amministratore e custode. Egli, per tutta risposta, vendette i beni e ne distribuì il ricavato ai poveri che presento al prefetto come i veri tesori della Chiesa. Per questo fu martirizzato nel 258 e fu sepolto in Agro Verani sulla via Tiburtina dove sorge l'attuale Basilica. Lo scrigno del tesoro è verde come i pascoli che sul lato sinistro raffigurano la Chiesa. Ciò mostra che la ricchezza, messa a servizio del prossimo, da bene materiale si trasforma in bene spirituale. La Colomba è segno del dono dello Spirito Santo ricevuto dal Diacono con l'Ordinazione che lo rende intrepido annunciatore dell'Evangelo. L'Evangeliario, riccamente ornato, indica l'opulenza della parola di Dio in esso contenuta e che il Diacono proclama dall'ambone per guidare l'assemblea nell'incontro col Risorto. Il Calice, di cui il Diacono è ministro, sollevato verso il cielo, comunica all'assemblea il dono di salvezza che ha ricevuto. Il fascio di luce intensa che unisce Colomba - Evangeliario - calice, indice che lo Spirito di Dio è presente nella liturgia della Parola ed Eucaristica. Entrambe sono “Fonte di vita” dove le cerve, cioè le anime assetate di Dio, vanno a dissetarsi (Salmo 42-43). I quattro fiumi che sgorgano dalla Fonte, posta sui Monti d'Israele, sono quelli della predicazione evangelica. Essi rendono i pascoli (la Chiesa) verdeggianti, rigogliosi e fertili affinché il gregge (il popolo di Dio) possa pascolare e riposarsi (Ez. 34; Salmo 18,5). L'albero della vita e della conoscenza ha tre significati: - la Parola di Dio è come un albero dai frutti diversi dal quale ognuno prende ciò di cui ha bisogno (S.Efrem diacono) - il servizio completo di carità del Diacono nella comunità - il Diacono è davvero sapiente quando si compiace della legge del Signore e la medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato lungo i corsi d'acqua che darà frutto a suo tempo, le sue foglie non cadranno mai e riusciranno tutte le sue opere (Salmo 1).



 
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